domenica 6 settembre 2015

WEED,WEED EVERYWHERE!


Legalizzazione della cannabis, c’è la proposta di legge.

La proposta di legge è stata presentata questa mattina a Montecitorio dall’intergruppo che negli ultimi mesi ha lavorato cercando di compendiare le diverse proposte sul tavolo, da quella di Pippo Civati a quella di Roberto Giachetti, passando per la proposta Ferraresi del Movimento Cinque Stelle. A illustrare il prodotto finito è il senatore Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari Esteri. Il primo punto riguarda il possesso: «i maggiorenni potranno detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo, 15 grammi a casa e 5 grammi fuori casa. Divieto assoluto per i minorenni», spiega Della Vedova. «Sarà inoltre possibile coltivare in casa fino a cinque piante e detenere il prodotto da esse ottenuto, previa una semplice comunicazione. È invece vietata la vendita del raccolto e la comunicazione, attraverso una modifica della legge sulla privacy, sarà trattata come richiesto dai dati sensibili». 
 Della Vedova aggiunge:la usano in milioni,perchè foraggiare le mafie?
Consentita anche la coltivazione in forma associata, attraverso enti senza fine di lucro e fino a 50 membri. Ogni Cannabis Social Club potrà così coltivare fino a 250 piante. Prevista la vendita al dettaglio in negozi dedicati, forniti di licenza dei Monopoli e previa autorizzazione. Vietata invece importazione ed esportazione. Semplificate le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci a base di cannabis ed è permessa l’autocoltivazione a fini terapeutici. 
 «Rimangono ferme tutte le disposizioni di legge inerenti lo spaccio», sottolinea Della Vedova, «con l’onere della prova che spetta a chi arresta e processa». Non si potrà fumare in nessun luogo pubblico e in nessun luogo aperto al pubblico, compresi i parchi. E così per la guida: resta infatti valido il divieto di guida in stato di alterazione, con le relative sanzioni previste dal codice della strada. I proventi derivanti dalla legalizzazione, prevede infine la proposta, saranno destinati per il 5% a finanziare il Fondo nazionale per la lotta alla droga.

giovedì 23 aprile 2015

4/20

Mi dispiace per non aver pubblicato nulla il 20 aprile ,in inglese 4/20.Ho avuto da fare.
Comunque sia,auguri in ritardo :)
Happy Weed Day!

sabato 4 aprile 2015

darkinside

The darkness that surrounds us cannot hurt us. It is the darkness in your own heart you should fear.

Cannabis Cup

Happy Easter!

Domani è Pasqua!Buona Pasqua a tutti ma soprattutto a chi segue il mio blog!Grazie infinite!


Legalizzare la cannabis conviene,perché?

Legalizzare la cannabis conviene.Perché?

Legalizzando la cannabis lo Stato guadagnerebbe circa 8 miliardi di euro. In un solo anno. Pensateci, con 8 miliardi di euro si potrebbe… abolire l’Imu sulla prima casa, gestire 16 mila asili nido, raddoppiare i finanziamenti per l’università italiana, installare 1,5 milioni di pannelli fotovoltaici, portare la banda larga in tutta Italia, costruire 20 nuovi ospedali da 500 posti letto ciascuno, abolire il canone Rai, ripristinare l’Iva al 20%. Legalizzarla conviene!

gif weed


smoke weed


Legalize Weed

Legalizzare la cannabis in Italia porterebbe 100 milioni di risorse e 10 mila detenuti in meno


Con la bocciatura della Fini-Giovanardi il peso sul sistema carcarario della repressione dei consumi e del piccolo spaccio di droghe leggere è già diminuito sensibilmente.
Lo si apprende dal “11° rapporto sulle condizioni di detenzione” pubblicato dall' associazione Antigone: nel 2014 i detenuti a causa della legislazione sulle droghe sono diminuiti di quasi 10 mila unità rispetto al 2010. Ed ora Antigone rilancia con delle stime volte a calcolare l’impatto positivo di una possibile legalizzazione.
MENO SI PERSEGUONO I CONSUMATORI E PIU’ RISORSE CI SONO PER PERSEGUIRE LE MAFIE. Nel 2014 i detenuti in violazione della legge sulle droghe sono stati 18.946 ossia il 15,1% della popolazione carceraria totale. Questi ultimi erano 26.160 nel 2012 e ben 28.199 nel 2010, quando rappresentavano oltre il 30% dei detenuti complessivi. In quattro anni c’è stato quindi un calo di ben 9.253 detenzioni per motivi di droga. Un calo prodotto dall’ allentamento delle pene previste per i reati connessi a coltivazione e spaccio di droghe leggere derivante dall’ abrogazione della legge Fini-Giovanardi. Nello stesso periodo sono invece aumentati i detenuti accusati di criminalità organizzata, passati dai 5.227 del 2008 ai 6.903 del 2014. Secondo Antigone si tratta di un dato che dimostra come diminuendo la repressione contro i piccoli reati connessi alle droghe, e quindi assolvendo i Pm da centinaia di procedimenti a carico di semplici consumatori e piccoli spacciatori, si liberino importanti quote di tempo e risorse che magistratura e forze di polizia possono impiegare per reprimere con maggior efficacia la criminalità organizzata.
ORA E’ TEMPO DI PROCEDERE DECISI VERSO LA LEGALIZZAZIONE. Il rapporto di Antigone si occupa anche di fare una stima degli effetti che la legalizzazione potrebbe sul sistema italiano. La legalizzazione porterebbe “risparmi immediati dello Stato fino a 100 milioni di euro (dato che comprende gli introiti della tassazione, la riduzione dei costi del sistema repressivo e penitenziario). Secondo alcune rivelazioni in Italia vi sono circa 4 milioni di consumatori di cannabis, calcolando una stima per difetto di 100 euro investiti in cannabis per ogni consumatore tassati al 20% si arriverebbe facilmente ad un introito fiscale di 80 milioni di euro l’anno”. Inoltre la legalizzazione produrrebbe: “Almeno altri 10 mila detenuti in meno, una riduzione dei reati connessi al divieto di consumo e una riduzione contestuale dei guadagni delle mafie”. Per questo Antigone invita le istituzioni a considerare che “ciò che sta accadendo negli Stati Uniti deve essere per noi un esempio. La legalizzazione della cannabis negli stati del Colorado e di Washington ha portato oltre 800 milioni di dollari di nuovi introiti fiscali. Inoltre vi sono i minori costi derivanti dalla detenzione in calo, sono diminuiti del 4% i reati connessi, e non sono aumentati gli incidenti stradali”.

20 aprile is coming...


Il grande giorno si sta avvicinando sempre più...20 aprile stiamo aspettando solo te


Inoltre,vi terremo sempre informati sulla legalizzazione totale della cannabis!Alle prossime news!Byeee

martedì 24 marzo 2015

La legalizzazione della cannabis avviene anche a Genova

Genova,sì alla legalizzazione della cannabis

Genova - Il consiglio comunale ha approvato una mozione per far sì che il Parlamento legalizzi i derivati dalla cannabis e contrasti il narcotraffico. Il documento impegna il sindaco Marco Doria e la sua giunta ad «attivare un percorso di legalizzazione dei derivati della cannabis contrastando il narcotraffico e favorendo iniziative di informazione e prevenzione sugli effetti nocivi dell’abuso di sostanze stupefacenti».
I consiglieri chiedono a sindaco e assessori di attivarsi presso il Parlamento afffinché «sia avviata la transizione da un impianto legislativo proibizionistico a un nuovo approccio di legalità della produzione e distribuzione delle droghe leggere». Sono stati 23 i voti a favore, 3 i contrari, un astenuto, su 27 consiglieri presenti. Favorevoli Lista Doria, FdS, Sel, Pd (escluso un consigliere), Lista Musso, M5S e un consigliere di Forza Italia. Contrari Lega Nord, Ncd e un consigliere di Forza Italia. Astenuto un consigliere del Pd. A favore il sindaco Marco Doria: «La materia dev’essere normata a livello nazionale. Parto da una considerazione: le droghe pesanti e leggere fanno male, anche se alcune possono essere usate a scopo terapeutico, i consumatori devono essere consapevoli. Il problema è come contrastare la diffusione di qualcosa che fa male e domandarsi se i modi usati fino ad ora hanno funzionato o no?
L’impianto normativo dell’Italia si è rivelato palesemente inefficace, ha alimentato circuiti di illegalità, ha impiegato le forze di magistrati e forze dell’ordine, che avrebbero potuto essere impiegate diversamente. La linea seguita va cambiata soprattutto per una seria lotta alla criminalità organizzata». Recenti studi hanno stimato attorno ai 5,5 miliardi l’anno le imposte ricavabili dalla vendita legale di cannabis e che il traffico illecito di sostanze stupefacenti frutta alle mafie oltre 10 miliardi l’anno. La mozione evidenzia che «in Europa ci sono esperienze consolidate di legalizzazione delle droghe leggere, in Svizzera si pratica la somministrazione controllata nelle narcosale, in Olanda le droghe leggere sono vendute per uso personale nei coffee shop, in Belgio è ammessa la coltivazione di una pianta di cannabis indica a nucleo familiare, in Spagna si trovano cannabis club legali».

sabato 21 marzo 2015

Highway to hell


"Ma tu non fare il mio stesso errore,non trasformare momenti unici in momenti di terrore."
-Mostro

-Gemitaiz


"Legalizziamo la cannabis",pronta la legge bipartisan

Legalizzare la marijuana
Un intergruppo che, prima ancora di iniziare i lavori, ha già riunito sessanta parlamentari. E che si prefigge l'obiettivo di predisporre e fare approvare una legge per rendere la cannabis legale.
L'iniziativa è di Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, senatore del gruppo misto e soprattutto radicale d'origine. Sulla base di un movimento d'opinione che ha unito da Umberto Veronesi a Roberto Saviano, decolla un organismo parlamentare trasversale: ad aderirvi deputati del Pd di fede strettamente renziana (Roberto Giachetti) e non (Pippo Civati), grillini e fuoriusciti da M5S, persino un nome di spicco di Forza Italia come l'ex ministro della Difesa Antonio Martino.L'intergruppo avvia la sua attività anche sullo slancio dell'esplicito suggerimento contenuto nella relazione annuale della Direzione nazionale antimafia: "Davanti all'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se sia opportuna una depenalizzazione della materia". La Dna ha invitato il Parlamento a "bilanciare i contrapposti interessi". Se, da un lato, "bisogna riconoscere il diritto alla salute dei cittadini", dall'altro occorre tenere conto delle "ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse delle forze dell'ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite".D'altronde, c'è un dato, fornito dalla stessa Dna, che fa riflettere: il mercato illegale oggi vende fra 1,5 e 3 milioni di chilogrammi l'anno di cannabis, "quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche". Un volume che consentirebbe a ciascun cittadino italiano (compresi vecchi e bambini) un consumo di circa 25-50 grammi a testa, pari a circa 100-200 dosi. "Il problema - dice Della Vedova - non è più dichiararsi favorevole o contrario alla legalizzazione, piuttosto è regolare un mercato che è già libero. Occorre disciplinare, limitare e penalizzare l'uso delle droghe leggere, sul modello di quanto si fa per alcol e tabacco. Perché la repressione, finora, ha avuto costi altissimi. E non è servita a contenere i consumi di hashish e marijuana".

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Mistero sulla morte di Bob Marley

Mistero sulla morte di Bob Marley

Mi è capitato spesso di sentire qualcuno ancora convinto che Bob Marley sia morto di overdose...
Non è andata proprio così....in occasione dell'approssimarsi dell'anniversario della sua scomparsa, cercherò di raccontare come sono andate realmente le cose, avvalendomi della biografia ufficiale e di alcuni articoli di giornale dell'epoca.
 Bob era un accanito giocatore di pallone, tanto da far affermare a Junior Marvin, il suo chitarrista, che se avesse potuto scegliere, probabilmente Bob avrebbe preferito essere un calciatore più che una star internazionale della musica. Un giorno durante una partita con i suoi amici del gruppo "Sons Of Jah", dovette interrompere l'incontro per un persistente dolore. In seguito ad una visita medica, gli venne diagnosticato un melanoma ad un dito del piede.
Per motivi religiosi, forse perchè non intuiva la tremenda potenzialità del male, o forse perchè non credeva nei mezzi della "medicina di Babilonia" e soprattutto perchè non sentiva ancora nessun disturbo fisico, Bob rifiutò di farsi amputare il dito, così come avevano caldamente consigliato i medici. E così si trascinò avanti per altri due anni finchè il 21 settembre del 1980, una domenica mattina, mentre faceva jogging al Central Park di New York in compagnia dell'amico Skilly, Marley cadde a terra colpito da collasso. Skilly accompagnò Bob all'albergo dove piano piano si riprese. Fu visitato da un medico, la diagnosi fu di quelle senza scampo: cancro al cervello. L'accaduto non lo fece desistere dall'esibirsi ugualmente a Pittsburg la sera dopo. Alla moglie Rita non venne raccontato nulla dell'accaduto, le dissero che Bob voleva riposare prima del concerto e che non voleva vedere nessuno. Quando il giorno seguente Rita incontrò il marito in albergo, stentò a riconoscerlo per quanto appariva vecchio e teso. Era invecchiato nell'arco di una notte...Rita singhiozzando gli chiese che cosa fosse successo e Bob rispose con voce debolissima che secondo il dottore che l'aveva visitato la perdita di coscienza era dovuta ad un cancro celebrale. Rita chiese che il tour venisse sospeso ma Bob obbiettò che "loro" (la sua agenzia) non volevano. Rita non riusciva a capacitarsene, informò dell'accaduto la mamma di Bob ed il suo avvocato. La sera Bob riuscì a malapena a terminare il concerto. Skilly andò da Rita e le disse che non aveva senso interrompere il tour perchè tanto Bob sarebbe morto comunque. Era la prima volta che Rita sentiva parlare della possibilità concreta che suo marito potesse morire in tempi brevi... Fortunatamente non erano dello stesso parere di Skilly, Chris Blackwell (produttore di Bob), Don Taylor (il suo manager) ed il suo avvocato commerciale. Il tour venne immediatamente cancellato ed i relativi contratti rescissi con discrezione. Si cercò di non far trapelare nulla sulla malattia del cantante, mascherando il suo pellegrinare da una clinica all'altra dietro un eccessivo affaticamento dovuto al suo ultimo album UPRISING ed alle fatiche del mega tour intrapreso subito dopo. Tutte le cliniche che lo avevano visitato non gli davano più di dieci settimane di vita, ormai il cancro si era diffuso al fegato, ai polmoni ed al cervello. Non appena ebbe chiara la situazione, Bob prese da una parte Aston Barrett, bassista e leader degli Wailers, gli disse di terminare alcune vecchie registrazioni (I Know), e volle che tutti i ragazzi del suo entourage tornassero in Giamaica e si tappassero la bocca. Infatti in quel periodo, le notizie che giungevano erano controverse, i comunicati stampa dicevano e non dicevano allo stesso tempo... Tutto questo forse per lo stesso bene di Bob.
Come ultima speranza, un amico gli aveva consigliato il dottor Joseph Issels, ex sperimentatore medico delle SS durante la seconda guerra mondiale che accettava solo casi definiti incurabili dalla medicina ufficiale e che deteneva lo strabiliante primato di una media di guarigioni che oscilla intorno al 20%. L'idea del dottor Issel era che un corpo sano non può sviluppare il cancro e che quindi occorra curare l'intero metabolismo. Il 4 novembre Rita fece battezzare Bob nella chiesa Etiopica Ortodossa, con il nome di Berhane Selassiè, Bob diventò un Rasta-Cristiano. Neville Garrick, compagno d'anima di Bob Marley ed autore di tutte le copertine dei dischi degli Wailers, andò a trovare Bob nella clinica del dottor Issels, e disse di averlo trovato molto fiducioso, convinto che il suo JAH non l'avrebbe lasciato morire, l'unico suo rammarico era che non poteva suonare la chitarra perchè aveva la parte sinistra del corpo paralizzata...Bob era dimagrito parecchio, pesava poco più di 40 Kg, il dottor Issels era riuscito a farlo vivere sei mesi in più di quanto avessero diagnosticato gli altri medici, ma alla fine dovette arrendersi anche lui. Bob chiese di poter morire nella sua Giamaica. Durante il volo del ritorno si fece una tappa all'ospedale Cedri del Libano a Miami,........ a questo punto riporto integralmente la testimonianza di Giorgio Battaglia, in assoluto uno dei maggiori esperti della storia di Bob Marley...."Alle 11.30 dell'11 maggio 1981, 40 ore dopo aver lasciato la clinica del dottor Issels, Cedella Booker (mamma di Bob), pregava in lacrime al capezzale del figlio. Con un filo di voce Bob disse:-Non piangere per me mamma, andrà tutto bene....-. Pochi minuti più tardi chiese dell'acqua e la bevve fino all'ultima goccia. Cedella fu contenta, erano giorni che non mangiava e non beveva...Poi lo girarono per fare una radiografia, era pieno di flebo e ci volle del tempo per rimetterlo nel verso giusto, più comodo per lui. Disse allora che si sentiva stanco, aveva voglia di dormire, strinse la mano di Cedella e sussurrò:- Vieni più in qua, stammi più vicina...- Fu allora che perse conoscenza, i suoi occhi ruotarono all'indietro e cominciò a rantolare finchè un'infermiera non gli mise una maschera ad ossigeno per aiutare il respiro. Cedella lasciò la stanza e pochi minuti dopo un dottore uscì e disse che Bob se ne era andato. Allora Cedella tornò dentro, appariva calmo e rilassato, per la prima volta da mesi. Aveva 36 anni....

Era mezzogiorno dell'11 maggio 1981.....Bob lasciò la vita terrena.....